ARRIVA EURHOP! – LA PRIMA GUIDA TURISTICA DELLA BIRRA IN EUROPA

Nei giorni scorsi è stata presentata “EURHOP! La prima guida turistica della birra artigianale in Europa” edita Publigiovane, scritta a più mani da diversi specialisti del settore, come Lorenzo Dabove in arte KUASKA (Storia, stili e degustazione, Lambic, Italia), Andrea Turco (Dove e cosa bere, Resto della Germania, Fiandre e trappiste, Dintorni di Praga), Manuele Colonna (Storie di luoghi persone e Birre), Marco Manieri (Autore Coordinatore, turismo), Monica e Davide Bertinotti (Scozia), Nicola Utzeri (Dublino e Belfast), Dave Szwejkowski (Inghilterra del Nord), Tomas Danko (A caccia di birre in Svezia), Mattia Simoni (Cardiff) e Max Faraggi (Glossario)
“Eurhop!” è un compagno di viaggio per l’appassionato di cultura brassicola e per il turista curioso ed assetato, rappresenta anche un piccolo compendio in cui sono raccontate e descritte le birre artigianali d’Europa che si possono trovare anche sotto casa o nel beer-shop di fiducia. “Eurhop!” racconta l’Europa attraverso il filo conduttore della cultura birraria, perché si possano cogliere le differenze tra i vari paesi e le unicità che ognuno di questi presenta. La birra, che si differenzia da una città all’altra per lo stile e la tecnica di produzione, ha vissuto storie e tradizioni che hanno influenzato e ancora caratterizzano la vita e lo sviluppo della cultura europea.
La vera novità è che “Eurhop!” rappresenta, nel mondo delle guide, l’unione del lato birrario del viaggio con quello essenzialmente turistico, per vivere un’esperienza a tutto tondo delle città che un appassionato beer-hunter andrà a visitare e scoprire, iniziando a pianificare il suo viaggio e gustare i primi sapori già sfogliando le pagine di questa guida. Un Viaggio in Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Belgio, Danimarca, Svezia, Repubblica Ceca e, in Italia, accompagnati dall’esperto Lorenzo Dabove in arte Kuaska e di tanti altri autori.” Le pagine complessive sono 306, il prezzo al pubblico è fissato a 20 euro. Al suo interno è possibile trovare oltre 130 locali dove star bene e assaggiare più di 250 birre tra le migliori d’Europa. Poi non mancano le mappe delle città e i consigli per pianificare al meglio il viaggio perfetto del beer-hunter; la storia, gli stili e i metodi di degustazione; tante curiosità sulle varie città affrontate.
La potete trovare disponibile anche nel nostro sito: beershop.eu

Isola del gusto

ALCOL IN MODERAZIONE PER “MODERARE” LA SINDROME METABOLICA

Dal Lussemburgo arriva la conferma che bere con moderazione riduce il rischio cardiovascolare che è alla base di una vera e propria pandemia

Il consumo moderato di alcol mette a segno un altro punto. Questa volta a beneficiare del paradigma alcohol in moderation è la sindrome metabolica, una patologia che negli ultimi anni si è estesa a macchia d’olio ovunque, anche in zone imprevedibili del pianeta.  Praticamente a rischio lo siamo tutti, nessuno escluso. In realtà, come suggerisce la parola, la sindrome metabolica non è una patologia bensì un insieme di sintomi o segni clinici. Si parla di sindrome metabolica (SM) quando sono presenti contemporaneamente alcune condizioni come obesità, ipertensione, dislipidemia o iperglicemia. L’insieme di questi elementi contribuisce a creare un cocktail micidiale per la salute, soprattutto per quella cardiovascolare. Ecco perché la sindrome è in cima alla lista degli indiziati nel processo contro i responsabili di due delle più estese e subdole pandemie che l’umanità abbia mai conosciuto. Malattie cardiovascolari e tumori infatti sono tra le cause principali di morte nel mondo occidentale, ma stanno facendo irruzione anche in zone un tempo considerate immuni. In Africa, per dirne una, l’incidenza di malattie cardiovascolari è impressionante, così come vertiginosi appaiono i dati sull’incremento dei tumori. Contenere i fattori di rischio, che nel caso di queste malattie sono certamente più di uno, è quindi una priorità non solo per l’agenda dell’occidente ma anche per l’altra metà del pianeta. L’equilibrio tra ambiente e genetica è di fondamentale importanza; incrinarlo significa compromettere seriamente la salute di tutti.
Ma se è vero che un’alimentazione scriteriata è in grado di emettere una impietosa condanna sul nostro benessere, è altrettanto vero che alimenti e bevande che consumiamo ogni giorno possono diventare un elisir di lunga vita. Il punto è capire cosa fa male e cosa, invece, mantiene attivi e funzionanti gli ingranaggi.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Atherosclerosis (1) ha puntato i riflettori sull’alcol, osservando che un consumo moderato riduce sensibilmente l’incidenza della sindrome metabolica. Stando ai risultati della metanalisi del team guidato da Alkerwi Ala’a del centro ricerche del Lussemburgo, chi beve alcol in maniera moderata riesce a tenere alla larga le insidie della sindrome metabolica. Le dosi massime cui fanno riferimento i ricercatori sono in linea con quelle già suggerite in precedenza da altri studi scientifici: si parla di 40 grammi di alcol al giorno per gli uomini e 20 grammi per le donne. Sforare significa perdere la protezione acquisita. E naturalmente gli astemi non beneficiano dello scudo protettivo dell’alcol. La metanalisi ha analizzato i dati relativi a oltre 40mila persone derivanti da sette studi diversi che includono differenti popolazioni, dal Nord America all’Europa, fino al Giappone. È risultato che per gli uomini che consumano alcol moderatamente il rischio di sindrome metabolica si riduce del 16 percento, mentre le donne capitalizzano il beneficio fino al 25 percento di rischio in meno. Ciò vuol dire in altri termini che un uomo ogni 6 e una donna ogni 4 che sarebbero colpiti dalla sindrome metabolica, non lo sono se bevono moderatamente.
Ovviamente qui si parla di alcol in genere. Lo studio, per motivi statistici, non fa alcuna distinzione tra i tipi di bevande, per cui vino, birra e altri alcolici contribuiscono al risultato finale sulla base del contenuto in alcol.

Sulla stessa scia anche i risultati ottenuti dal team greco guidato da Antonia Trichopoulou che proprio qualche giorno fa ha pubblicato una rigorosa ricerca epidemiologica sulla prestigiosa rivista britannica British Medical Journal (2) in cui si sancisce il primato del consumo moderato di alcol tra tutti i componenti della dieta mediterranea. Per la Trichopoulou e i suoi colleghi l’alcol in moderazione è l’alimento che maggiormente conferisce il potere protettivo attribuito alla celebre piramide alimentare del mare nostrum, ben il 24%.

Quello dell’alcol, però, è un successo sempre precario, continuamente chiamato a schivare i colpi che arrivano da ogni parte. L’ultimo in ordine di tempo arriva niente meno che dall’autorevole rivista londinese The Lancet (3)  la cui massiccia invettiva contro l’alcol ha il sapore di un’autentica crociata contro qualsiasi forma di consumo di alcol, mettendo all’indice indiscriminatamente il bere mediterraneo e il binge drinking (il consumo eccessivo, magari concentrato in una sola serata). Un approccio più ragionato, senza pregiudizi, al problema reale - soprattutto nei Paesi in ritardo di sviluppo - dei danni da eccesso di alcol, potrebbe invece rappresentare un’arma preziosa nelle mani di chi prova a combattere la reale minaccia per la salute globale di una pandemia, come quella delle malattie cardiovascolari, da cui nessuno può sentirsi al sicuro.

Marialaura Bonaccio
Giovanni de Gaetano
Università Cattolica Campobasso

Fonti:

(1) A. Alkerwi et al. , Alcohol consumption and the prevalence of metabolic syndrome: a meta-analysis of observational studies, Atherosclerosis, 2009 June; 204 (2): 624-35

(2) Trichopoulou A. et al., Anatomy of health effects of Mediterranean diet: Greek EPIC prospective cohort study, BMJ 2009; 338; b2337

(3) Beaglehole R, Bonita R., Alcohol: a global health priority, Lancet Volume 373, (2009) pp 2173-2174

BIRRA GOURMET A CASA TUA: LA TENDENZA DELL’ESTATE SUL SITO DEL GAMBERO ROSSO

Per rispondere ai 2 italiani su 3 che considerano la birra l’accompagnamento ideale per le cene con gli amici è stata creata una sezione speciale sul sito internet più cliccato dai buongustai italiani www.gamberorosso.it che per sei mesi si trasformerà in una vera e propria guida online a tutti gli abbinamenti e i segreti per preparare anche a casa un convivio da buongustai con la birra. Per gli indecisi sulla birra da scegliere, su come abbinarla o cosa cucinare, l’ispirazione arriva da un clic sull’ampio database di 100 ricette esclusive firmate dal Gambero Rosso e articolate in ben 30 menù per tutte le occasioni e ricchi di richiami al territorio e alla mediterraneità. Ciliegina sulla torta: l’help-desk attivo tutti i venerdì, da giugno a ottobre, per la consulenza online di un esperto del Gambero Rosso (un vero e proprio personal gourmet virtuale) con i consigli e trucchi del mestiere che guiderà i golosi e gli appassionati del buon bere e del buon mangiare alla scoperta di abbinamenti inaspettati nel segno del trend birra.

Il punto di partenza sono le sei macro aree tematiche che suggeriscono ciascuna cinque menù adatti ad ogni atmosfera e situazione: birra e crudi, birra e formaggi, birra e pesce, birra e regioni d’Italia, birra d’estate e birra d’inverno. Alcuni esempi? Birra e crudi propone il romantico e evocativo menù “In due”, che parte abbinando un composto da ravioli crudi di filetto ricotta di bufala e parmigiano e olio alla rucola con una leggera birra Analcolica, segue poi il filetto di maiale, tartare di finocchi e salsa di liquirizia da abbinare ad una profumata Bock, per poi chiudere con un’insalata di spinaci novelli, speck all’aceto balsamico e parmigiano reggiano in compagnia di una speziata birra Weizen. Birra e formaggi è invece un viaggio alla scoperta di inaspettati e sorprendenti abbinamenti con un mondo che con la birra vanta più di un’affinità. Come le frittelle al formaggio, da provare ancora con una Weizen di frumento.

Ma l’arrivo del caldo e delle vacanze evoca fresche serate con gli amici nel giardino nelle quali le birre più leggere e beverine trovano una dimensione ideale. Direttamente dalla sezione Birra d’estate si potrebbe assaggiare una gelatina di pomodoro e pesto leggero con una fresca Lager, carbonara di peperoni con i toni piacevolmente amaricati di una Pils. L’estate “chiama” i sapori del mare e direttamente dalle cinque proposte della sezione Birra e pesce troviamo il menù “Una cena romantica” con uno sfizioso antipasto di tartare di tonno da assaggiare con la delicatezza di una Blanche, e le intramontabili (e ricchissime) linguine all’astice abbinate alla popolare Lager.
Dal caldo al freddo, la sezione Birra d’inverno presenta il suggestivo menù “Tramonto in montagna”, con un antipasto di crostini ai funghi accompagnati con una Pils, un classico come le pappardelle con il coniglio con la birra Weizen e il piatto forte con polpette di carne in umido da abbinare ad una Ale. Per chi, infine, vuole andare sul sicuro e ricreare le suggestioni della tradizione regionale e della mediterraneità, la sezione Regioni d’Italia ci porta un po’ in giro per il bel paese, evocando sapori e profumi da Campania, Piemonte, Sicilia, Toscana e Lazio.

Fonte: Beverfood

INDAGINE MAKNO: LA BIRRA SORPASSA IL VINO NEI PASTI FUORI CASA A FINE SETTIMANA

Gli italiani preferiscono le birre… …soprattutto nei pasti fuori casa e del fine settimana e si stanno affermando anche come compagne delle cene gourmet che organizziamo a casa con amici. Sono i principali risultati dell’indagine “Gli italiani e la birra 2009” realizzata dalla Makno per Assobirra su un panel di 1.500 italiani maggiorenni, con l’aggiunta di 450 persone tra i 18 e i 44 anni, fascia d’età in cui si concentra il maggior numero di estimatori.

Secondo la ricerca, la birra ha superato il vino nelle preferenze degli italiani, durante i pasti fuori casa del weekend e dei giorni di festa. Infatti ben il 42% degli italiani la sceglie al ristorante, a fronte di un 39% che preferisce il vino. Si tratta di un sorpasso storico, che rappresenta il coronamento di una rincorsa iniziata ormai da qualche anno, che ha visto affermarsi la birra come bevanda a tutto pasto, compatibile con il concetto di sana e corretta alimentazione.

Del resto, i segni di questo rinascimento gourmand sono tangibili: basta pensare al moltiplicarsi di ristoranti, trattorie moderne e wine bar dove la Carta delle birre è protagonista e che per questo vengono recensiti dalle più autorevoli guide gastronomiche. Per non parlare del boom di corsi di degustazione, libri, riviste e siti internet che ruotano attorno a questa bevanda, non ultima la nostra guida - la prima online - ai 300 ristoranti italiani amici della birra segnalati dall’Espresso e dal Gambero Rosso.

E c’è di più: la birra gourmet entra anche nelle case degli italiani e si propone come vera tendenza dell’estate 2009. Il 73% degli italiani organizza delle cene gourmet a casa propria, sempre più frequenti in tempi di crisi. E per 6 su 10 anche in questo contesto la birra è una compagnia ideale. Il tipo di cucina al quale pensano di abbinare la birra è una cucina tradizionale (43,7%), semplice e veloce (39,1%) o informale (35,1%).

Sempre dai risultati della ricerca Makno-Assobirra scopriamo che bevono birra circa 6 italiani su 10 – 8 su 10 nel caso dei giovani adulti del target 18-44 anni. Lo stile preferito è la classica Pils, seguita da Lager, Ale, Weizen e Analcolica. Ma perché si beve birra? Per il 64% degli italiani la prima motivazione al consumo è il suo gusto gradevole, dato che sale al 72% per i consumi a pasto, a dimostrazione di un nuovo approccio alla birra nel segno della qualità, mentre il 19% dei giovani adulti la apprezza per il suo sapersi adattare a tutti i piatti. Dagli aspetti sensoriali a quelli emotivi, il clima piacevolmente informale che crea e l’essere in compagnia di amici sono altri fattori fondamentali per il consumo di birra, specialmente nelle occasioni fuori pasto.

Conseguenza di un approccio al consumo più colto e responsabile e della conoscenza di sempre più stili birrari, gli italiani oggi servono la birra secondo le regole dettate dalla Carta del Servizio: il 56,5% la preferisce con la schiuma – nel rispetto di un elemento importantissimo nel servizio della birra - mentre il 54,3% sa versarla in modo corretto: prima lentamente, piegando il bicchiere, e poi più velocemente, per creare la giusta (due dita) quantità di schiuma. Due italiani su tre la servono a temperatura di frigorifero, a fronte di un 23% che la preferisce “molto fredda, quasi ghiacciata”. Per 6 italiani su 10 la birra va bevuta sempre e comunque nel bicchiere.

Per tutti, l’immagine della birra rimanda a una bevanda “naturale, prodotta con ingredienti naturali” (con un punteggio di 7,3 in una scala di valutazione da 1 a 10), “adatta anche ad un pubblico femminile” (7,1) e “simpatica e allegra” (7,2).
Fonte: www.assobirra.it