Lo stile Berliner Weisse è senza dubbio una delle più curiose creazioni dell’arte birraia tedesca; ancor più speciale perché originario di una città solitamente più propensa a consumare che a produrre; i berlinesi, molto attaccati alla propria identità cittadina, ne vanno fieri, e ne hanno fatto un baluardo contro lo strapotere delle Weizen bavaresi. Stile di nicchia fino a qualche anno fa, le Berliner Weisse hanno recentemente trovato il gradimento del grande pubblico, forse sull’onda di quella rivalutazione della componente acida della birra che ha seguito la moda delle ale fiamminghe.
Questo esemplare, prodotto dalla più grande azienda brassicola di Berlino, è sicuramente tra i più caratteristici, ed è forse l’unico reperibile in Italia (in caso contrario, chi legge è caldamente pregato di segnalarne altri!). L’esame visivo evidenzia un colore giallo paglierino, limpidissimo e accattivante, una schiuma abbondante, mediamente fine e poco persistente, e un perlage fitto. Rispetto ad altri esempi dello stile, l’aroma punta decisamente sul fruttato, con note di agrumi e, in parte, frutti di bosco, oltre ad un forte sentore acidulo. Ma la vera acidità la si percepisce al gusto, che lascia trasparire anche note di banana e frumento, che conducono a un finale secco e aspro, quasi di yogurt. La gradazione alcolica molto bassa è tipica delle Berliner Weisse, birre fatte per essere consumate d’estate, in grandi quantità, come dissetanti.
Sicuramente non si tratta di uno stile per tutti i gusti, ma può tranquillamente sfondare anche da noi, vista la sua leggerezza e bevibilità. A Berlino, soprattutto nei boschi del Tiergarten, si usa bere la Berliner Kindl Weisse con l’aggiunta di uno sciroppo di lamponi o di asperula, che la addolciscono fin quasi a farla diventare una sorta di sidro light. Da buon purista, consiglio di provarla nuda e cruda.